Storia del castello di Gorzone

La prima notizia storica documentata riguardo il castello risale al 1191, contenuta in uno dei numerosi accordi tra i comuni di Brescia e di Bergamo, a quel tempo in lotta per la conquista della bassa Val Camonica. Circa cento anni dopo, il castello di Gorzone, ormai nelle mani della potente Famiglia Federici, è annoverato negli Statuti contro i ribelli di Valcamonica del 1288 come uno degli obiettivi da distruggere da parte del comune di Brescia. Chiunque fosse riuscito a conquistarlo e a donarlo alla città avrebbe ricevuto una somma pari a 500 libbre imperiali, alle quali si sarebbe aggiunto un premio qualora anche il territorio di Gorzone fosse stato saccheggiato e devastato.

 

L'edificio storico e la sua architettura.

Il castello è circondato da un muraglione che lo separa dalla sottostante contrada di Gorzone.

Oltre il portone d’ingresso si incontra la chiesetta dedicata a S. Giovanni Battista, al alto della quale si sviluppa il vasto giardino di sistemazione inizio XX secolo. Al suo centro una vasta piscina rettangolare, oggi disattivata, circondata da numerose essenze arboree ed arbustive di pregio.

 
Panorama del Castello di Gorzone

 

La facciata è decorata da un portale a sesto acuto ribassato di origine trecentesca, costituito in gran parte da conci di pietra arenaria locale, detta Pietra Simona. Al centro dell'arco sono presenti tre stemmi: quello della famiglia Federici, un'aquila coronata al centro ed uno stemma degli Scaligeri sulla destra.

Accendendo al castello si entra nel cortile maggiore, con il pozzo collegato ad una cisterna.

Salendo le scale si accede al piano signorile, dove sono visitabili le stanze affacciate sul versante occidentale. Dal loggiato veneziano si accede quindi al salone maggiore, un ampio ambiente con pareti interamente dipinte a finte tappezzerie, bipartito, con caratteristico soffitto a cassettoni, da un lato a forma di carena di nave rovesciata

  

 
                             Finestra dei saloni interni 
 

 



I