Il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS)

Il CRAS del Parco dell’Adamello - gestito dall'Associazione LOntànoVerde, in collaborazione con il Parco dell’Adamello e il Comune di Paspardo - è il primo ed unico CRAS autorizzato da Regione Lombardia ad operare in provincia di Brescia.

È una speciale struttura dedicata alla cura ed alla riabilitazione della fauna selvatica trovata ferita o debilitata.

Il Centro fornisce un contributo importante nella raccolta di informazioni sulla distribuzione delle specie e sulle cause di ferimento/mortalità della fauna, consente di limitare le perdite di un numero anche piccolo ma talvolta importante di soggetti che appartengono a popolazioni di dimensioni modeste e sollecita un forte coinvolgimento emotivo nella cura della biodiversità e del territorio riconducibile ad una logica più ampia di responsabilizzazione delle comunità intorno al tema della conservazione della natura.

Cosa devo fare se trovo un animale selvatico ferito?

In alcune circostanze il nostro intervento può costituire l’unica occasione per consentirne la sopravvivenza di un animale selvatico ferito.

La legge vieta la cattura e la detenzione di fauna selvatica, salvo i casi in cui la detenzione temporanea sia riconducibile al tempo strettamente necessario per il soccorso di un animale ferito o debilitato. Pertanto il vostro contributo, nei casi in cui dovesse rendersi necessario, dovrà limitarsi alla raccolta dell’animale in difficoltà e alla consegna nel più breve tempo possibile al Centro o alle Autorità competenti..

In questo caso è comunque importante non maneggiare fauna selvatica senza guanti e non avvicinare al viso gli animali selvatici, non manipolarli inutilmente e non mostrarli a curiosi.
Si consiglia di essere almeno in due persone, di valutare le vie di fuga dell’animale e prevenire eventuali pericoli nonché di aiutarsi con una coperta o simili: l’animale una volta al buio offrirà meno resistenza, facilitando il recupero e contenendo eventuali rischi di ulteriori traumi.

Stare attenti alla bocca nel caso di mammiferi, alle zampe nei rapaci, al becco negli uccelli acquatici.

Consigliamo di contenere uccelli selvatici e pipistrelli in scatole di cartone, dotate di fori di aerazione e un giornale sul fondo, di dimensioni adeguate. Per i piccoli mammiferi è invece consigliabile l’uso di trasportini con pareti chiuse. Gli animali devono essere tenuti in un luogo buio e silenzioso, senza somministrare acqua o cibo.

Prendere contatti con i servizi faunistici provinciali oppure con gli uffici dei parchi o con il Corpo Forestale dello Stato (1515) al fine di rendere possibile un veloce ricovero del soggetto presso il CRAS del Parco dell’Adamello (392.92.76.538)

 

Cosa devo fare se trovo un piccolo di rapace notturno?
In natura, molte specie adottano strategie di mimetismo e di precoce abbandono del nido/tana e dunque, quasi sempre, il ritrovamento di giovani apparentemente “abbandonati” non richiede alcun intervento da parte nostra.
Dopo le prime settimane passate nel nido sotto la protezione dei genitori, in particolare, i giovani rapaci notturni abbandonano il sito di nascita e si disperdono negli immediati dintorni, rimanendo in contatto vocale con gli adulti.
In questa fase della loro vita non sono ancora in grado di volare – oppure fanno brevi voli – e questo li rende particolarmente vulnerabili.
Grazie alle loro insistenti emissioni vocali, i genitori sono però in ogni caso in grado di individuarli e di alimentarli costantemente.
In queste circostanze è importante non spostare e non prelevare i giovani rapaci notturni, a meno che si trovino in situazioni di particolare rischio (a terra in mezzo ad una strada o in un giardino popolato da gatti e cani, ecc…).
Nella maggior parte dei casi, anche in condizioni di pericolo, è sufficiente raccoglierli e spostarli su un ramo di un albero entro pochi metri dal sito di ritrovamento. Una volta calata la notte non tarderanno a richiamare l'attenzione dei loro genitori.
Solo in caso di soggetti in evidente stato di difficoltà o feriti è bene prendersene cura raccogliendoli, consigliamo di contenere uccelli selvatici in scatole di cartone, dotate di fori di aerazione e un giornale sul fondo, di dimensioni adeguate. Gli animali devono essere tenuti in un luogo buio e silenzioso, senza somministrare acqua o cibo.

Prendere contatti con i servizi faunistici provinciali oppure con gli uffici dei parchi o con il Corpo Forestale dello Stato (1515) al fine di rendere possibile un veloce ricovero del soggetto presso il CRAS del Parco dell’Adamello (392.92.76.538)

Cosa devo fare se trovo un piccolo di capriolo o di cervo?
Spesso in primavera vengono raccolti nell’erba piccoli di cervo o di capriolo nella convinzione che siano stati abbandonati dalla madre.
È importante sapere che la madre si allontana solo temporaneamente dal piccolo – per distrarre eventuali potenziali predatori o per alimentarsi – e che si riavvicina subito dopo la fine del disturbo oppure non appena garantiti i bisogni primari.
Toccare o prelevare i piccoli significa renderli irriconoscibili alla madre e quindi condannarli ad una morte certa.
Per proteggere gli animali, è importante limitarsi a verificare che non siano feriti osservandoli in silenzio da debita distanza e tenere i cani al guinzaglio.
Se invece si è convinti che il piccolo ungulato sia in difficoltà, si consiglia - sempre senza toccare l'animale - di prendere contatti con i servizi faunistici provinciali oppure con gli uffici dei parchi o con il Corpo Forestale dello Stato ( 1515 ) al fine di rendere possibile un veloce ricovero del soggetto presso il CRAS del Parco dell’Adamello (392.92.76.538).